La Regione Campania con una dotazione finanziaria € 1.500.000,00 sostiene i Comuni per il finanziamento di progetti di riutilizzo di beni confiscati

Scadenza: 30 ottobre 2026 ore 23:59

Obiettivi: La misura mira a finanziare progetti dei Comuni della Regione Campania per il recupero, la ristrutturazione funzionale, il riutilizzo o la rinaturalizzazione/demolizione/bonifica di beni immobili confiscati alla criminalità organizzata. Gli immobili, già trasferiti al patrimonio indisponibile comunale, devono essere utilizzati per finalità istituzionali e sociali ai sensi dell’art. 48, comma 3, lett. c) e d) del D. Lgs. 159/2011. L’obiettivo è restituire alla collettività beni sottratti alle organizzazioni criminali, promuovendo il loro riutilizzo sociale in linea con il Piano strategico regionale 2025‑2027 e il Programma annuale 2026 per i beni confiscati. Si intende inoltre favorire l’efficientamento energetico, la sostenibilità ambientale e il superamento delle barriere architettoniche, perseguendo specifiche finalità di inclusione sociale, contrasto all’esclusione e marginalizzazione, valorizzazione dell’habitat naturale e tutela del benessere e dei diritti degli animali.

Cosa finanzia: L’Avviso finanzia progetti di recupero, ristrutturazione funzionale e riutilizzo di immobili confiscati alla criminalità organizzata, già trasferiti al patrimonio indisponibile dei Comuni della Regione Campania. Le azioni devono restituire alla collettività beni sottratti alla criminalità per finalità istituzionali e sociali e devono essere coerenti con il Piano Sociale Regionale vigente e i Piani di Zona d’Ambito.

Sono ammesse tre macro-tipologie di intervento:

  1. Potenziamento e/o efficientamento dei servizi pubblici essenziali;
  2. Promozione dei diritti e coinvolgimento di soggetti a maggiore rischio di esclusione;
  3. Valorizzazione e tutela dell’habitat naturale e dei diritti degli animali.

Esempi di progetti finanziabili includono: uffici e servizi istituzionali, sociali, culturali, ludici, socio-educativi, di protezione civile, sanitari e socio-sanitari; asili nido e centri per l’infanzia; terreni destinati ad agricoltura sociale; spazi sportivi, laboratori scolastici, palestre e residenze studentesche; verde pubblico; strutture per la tutela del benessere e dei diritti degli animali; housing sociale; interventi di inclusione e assistenza a persone con disabilità e per il “dopo di noi”; potenziamento del Sistema di Accoglienza e Integrazione; progetti a favore di istituti scolastici e formazione superiore; forme di economia sociale per l’inserimento di giovani svantaggiati.

Tutti gli interventi devono rispettare i principi di efficientamento energetico e sostenibilità ambientale, garantendo il superamento delle barriere architettoniche. I progetti devono avere un livello di progettazione esecutiva e un cronoprogramma con tempo massimo di realizzazione pari a 12 mesi dalla data di erogazione del primo anticipo, con possibilità di proroghe fino a un massimo complessivo di 18 mesi. Le proroghe, per un massimo di 6 mesi, sono ammesse solo per cause oggettive non imputabili al beneficiario e previa autorizzazione formale della UOS competente; le spese sostenute oltre i termini autorizzati non sono ammissibili.

Sono ammissibili a contributo le spese sostenute a partire dalla data di sottoscrizione dell’atto di convenzione, purché finalizzate esclusivamente alla proposta ammessa, incluse nel quadro economico riepilogativo del progetto esecutivo allegato alla domanda e parte della convenzione, ed effettivamente sostenute e quietanzate entro i termini di attuazione. Le principali voci ammissibili sono:

  • Quadro Economico riepilogativo (lavori, oneri per la sicurezza, somme a disposizione), redatto ai sensi del D. Lgs. 31 marzo 2023, n. 36, Allegato I.7, art. 5, nel rispetto dei limiti dell’Avviso;
  • Forniture e arredi: sono ammissibili anche attrezzature, purché strettamente funzionali alla ristrutturazione e rifunzionalizzazione dell’immobile o alle attività istituzionali e sociali previste dal progetto;
  • Opere di rinaturalizzazione e/o demolizione e/o bonifica, ammissibili solo se:
    • previste dall’art. 6 dell’Avviso e conformi al parere ANBSC prot. 0011495 del 10/01/2025 (Allegato A);
    • supportate da idonea documentazione e, ove richiesto, dal previo assenso dell’ANBSC oppure dalla documentazione che ne attesti la non necessità;
  • Imprevisti (massimo 10% dei lavori), calcolato sull’importo dei lavori a corpo e/o a misura e correttamente previsto nel quadro economico;
  • Allacciamento ai pubblici servizi, purché strettamente connesso all’immobile oggetto dell’intervento;
  • Spese generali, incluse progettazione esecutiva e altre spese tecniche (fino al 12% al netto IVA):
    • comprendono anche direzione lavori e coordinamento della sicurezza, se connessi al cantiere e all’esecuzione;
    • il limite del 12% al netto IVA è calcolato sul totale di lavori e oneri per la sicurezza;
  • IVA ed eventuali altre imposte, se e nella misura in cui costituiscono un costo effettivo a carico del beneficiario non recuperabile.

Non sono ammissibili le spese già finanziate da altri contributi e ogni eccedenza di spesa rispetto all’importo finanziato resta a carico del Comune. Non sono inoltre ammissibili le spese relative a beni gravati da ipoteche, pignoramenti o annotazioni pregiudizievoli alla realizzazione dell’intervento, a beni con abusi edilizi non sanati, a interventi non coerenti con la destinazione sociale o istituzionale del bene o a modifiche sostanziali non autorizzate di funzionalità, obiettivi o natura socio-economica del progetto.

In caso di economie di gara, incluso il ribasso d’asta, queste possono essere accantonate nel quadro economico post-gara e utilizzate, nei casi e limiti dell’art. 120 del D. Lgs. n. 36/2023, per opere complementari che rendano più funzionale e fruibile l’opera principale, purché autorizzate dagli organi comunali competenti e preventivamente dalla UOS 304.00.02. Se le economie riducono il costo totale del progetto, le voci devono essere rimodulate sui nuovi importi rispettando i limiti percentuali; il tasso di cofinanziamento originario resta invariato e il contributo pubblico è ridotto proporzionalmente, senza possibilità di usare le economie per ridurre la quota comunale.

Chi può partecipare: Possono presentare domanda esclusivamente i Comuni della Regione Campania.

Requisiti formali e amministrativi:

  • Forma giuridica: solo Comuni (enti locali) come soggetti proponenti diretti.
  • Ambito territoriale: Comuni situati nella Regione Campania.
  • Titolarità dei beni: beni immobili confiscati devono essere trasferiti al patrimonio indisponibile del Comune.
  • Unicità della proposta: ammessa una sola proposta progettuale per Comune.
  • Pubblicazione elenco: il Comune deve aver pubblicato l’elenco dei beni confiscati sul proprio sito istituzionale.
  • Progettazione e gestione: necessaria progettazione esecutiva e un piano di gestione sostenibile.
  • Regolamento assegnazione beni: il Comune deve aver approvato un regolamento per l’assegnazione dei beni confiscati.
  • Regolarità amministrativa: in regola con canoni idrici e di depurazione, pena la revoca del finanziamento.
  • Assenza di revoche pregresse: il Comune non deve aver subito revoche totali di agevolazioni nei tre anni precedenti, salvo rinunce.

Non sono indicati requisiti relativi a settore economico o codici ATECO, né limiti dimensionali, essendo i beneficiari esclusivamente enti locali.

Importi: La dotazione finanziaria complessiva è di € 1.500.000,00 per l’esercizio finanziario 2026, sul capitolo U07840 del bilancio regionale. L’aiuto è concesso sotto forma di contributo a fondo perduto ai Comuni per finanziare progetti di recupero, ristrutturazione funzionale e riutilizzo di beni immobili confiscati, inclusi interventi di rinaturalizzazione, demolizione e bonifica.

Per ciascuna proposta progettuale, il contributo massimo è di € 300.000,00. È possibile prevedere un cofinanziamento con risorse proprie, che conferisce un punteggio aggiuntivo in graduatoria in base alla percentuale di cofinanziamento. Le spese ammissibili sono rimborsate secondo le voci inserite nel quadro economico del progetto esecutivo, con modalità di erogazione che prevedono: un’anticipazione del 20%, una seconda tranche del 40% a seguito di gara e rendicontazione dell’anticipazione, e un saldo finale a chiusura lavori e rendicontazione completa.

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