Sanità italiana: oltre la “malasanità” c’è l’emergenza della malorganizzazione. Carenze d’organico, demansionamento e abbandono post-ricovero mettono a rischio i diritti costituzionali di pazienti e operatori

Si riceve e si pubblica comunicato stampa

Dall’analisi del giurista Adriano J. Spagnuolo Vigorita e dell’Avv. Riccardo Vizzino (Civicrazia) nasce un’iniziativa di raccolta segnalazioni per tutelare cittadini e professionisti sanitari anche attraverso azioni collettive.

Il dibattito pubblico sulla sanità italiana si concentra quasi esclusivamente sui singoli episodi di “malasanità”, attribuendo all’errore del medico o dell’infermiere la causa principale degli eventi avversi, ma la vera emergenza degli ospedali italiani risiede oggi nella malorganizzazione strutturale del sistema. Come sancito dalla Legge Gelli-Bianco (L. n. 24/2017) e dalla giurisprudenza di legittimità (Cass., Sez. Unite, n. 577/2008), la sicurezza delle cure è parte integrante del diritto alla salute ex art. 32 della Costituzione e impone alle strutture sanitarie l’obbligo di predisporre un’organizzazione efficiente e sicura.

Dall’analisi delle criticità sistemiche emergono cinque nodi principali che compromettono il buon andamento della Pubblica Amministrazione (art. 97 Cost.) e la dignità della persona (artt. 2 e 32 Cost.):

  • Carenza di organici e rischio clinico: Anni di blocco del turnover e tagli alla spesa hanno imposto turni gravosi e lavoro sotto organico, causando attese prolungate in barella nei Pronto Soccorso per i pazienti più fragili e un aumento di lesioni da pressione e infezioni nosocomiali. Sul fronte interno, burnout, stress e aggressioni alimentano la fuga di medici e infermieri qualificati verso il privato o l’estero.
  • Confusione di ruoli, demansionamento e abusi disciplinari: La carenza di personale porta a sovrapporre impropriamente le funzioni degli infermieri (D.M. 739/1994, L. 42/1999, L. 251/2000) e quelle degli Operatori Socio Sanitari (Accordo Stato-Regioni 22/02/2001), anche nella gestione logistica dei pazienti “in appoggio” in altri reparti. Tale demansionamento viola l’art. 2103 c.c. e genera danni professionali ed esistenziali-relazionali risarcibili (Cass. ord. n. 23183/2022; Cass. sent. n. 32359/2025), mentre si registrano contestazioni disciplinari generiche in violazione dell’art. 7 della L. n. 300/1970 e lacune nelle cartelle infermieristiche che aggravano il rischio clinico e giudiziario (Cass. nn. 6209/2016 e 29001/2018).
  • Il vuoto del post-ricovero e l’assenza di supporto psicologico: Nonostante le previsioni normative sulla continuità ospedale-territorio (D.Lgs. n. 502/1992, D.P.C.M. 12/01/2017 e D.M. n. 77/2022), le dimissioni di anziani, non autosufficienti o portatori di stomie si traducono spesso in una delega impropria alle famiglie e ai caregiver privi di formazione specifica, a cui si somma la cronica carenza di assistenza psicologica per i pazienti oncologici e cronici.
  • Liste d’attesa e sanità a doppia velocità: I tempi incompatibili delle prestazioni nel canale pubblico rispetto alla rapidità del privato o dell’intramoenia creano disuguaglianze basate sulla capacità economica, minando l’universalità del Servizio Sanitario Nazionale (artt. 3 e 32 Cost.) e spingendo molti cittadini a rinunciare alle cure.
  • Costi pubblici e profili di danno erariale: L’insieme dei contenziosi medico-legali (inclusi gli accertamenti tecnici preventivi ex art. 696-bis c.p.c.), delle cause di lavoro, delle riospedalizzazioni evitabili e delle inefficienze gestionali grava pesantemente sui bilanci pubblici, configurando possibili profili di responsabilità amministrativa e contabile dinanzi alla Corte dei Conti ex art. 103 Cost..

L’appello alla partecipazione e i contatti per le segnalazioni

Per trasformare la denuncia in tutela preventiva ed effettiva, gli autori del documento — Adriano J. Spagnuolo Vigorita (Giurista e Saggista) e l’Avv. Riccardo Vizzino (Cassazionista e Responsabile nazionale di Civicrazia contro le truffe) — invitano pazienti, familiari, caregiver, medici, infermieri e OSS a segnalare e documentare le proprie esperienze scrivendo all’indirizzo e-mail info@studiolegalevizzino.it. Le segnalazioni raccolte e verificate costituiranno la base per interlocuzioni istituzionali, campagne di sensibilizzazione e possibili azioni giudiziarie, anche collettive, incluso il ricorso per l’efficienza delle pubbliche amministrazioni previsto dal D.Lgs. n. 198/2009.

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