Bando Intrapresa Sociale 2026: 30.000€ per servizi sociali innovativi e sostenibili

La scadenza per l’inserimento a portale della documentazione completa è fissata alle ore 12:00 del 13 novembre 2026.

Il bando Intrapresa Sociale cerca idee progettuali innovative per rispondere ai bisogni di persone e comunità svantaggiate. La Fondazione Cattolica vuole sostenere attività avviate in Italia capaci di generare un forte impatto territoriale e di sostenersi autonomamente nel tempo futuro. Non si finanziano grandi infrastrutture ma servizi concreti che massimizzino efficacia rispetto ai costi economici. Il contributo massimo è di trentamila euro coprendo fino al cinquanta per cento delle spese totali. Si premiano inclusione lavorativa, coinvolgimento di nuovi volontari e capacità di creare reti solide con il supporto attivo della comunità locale italiana.

Territorio di intervento: Intero Territorio Nazionale.

Destinatari diretti: I destinatari diretti sono persone, famiglie e comunità in condizione di svantaggio e/o a rischio di marginalità sociale.

Requisiti Soggetti proponenti:

  • Enti del Terzo Settore (ETS), incluse le Imprese Sociali, e le Reti Associative: devono essere regolarmente iscritti in una qualsiasi sezione del RUNTS (nel caso delle imprese sociali, l’iscrizione deve avvenire nella sezione “imprese sociali” del Registro delle Imprese).
  • Enti privati senza scopo di lucro.
  • Enti Religiosi civilmente riconosciuti (comprese Associazioni e Movimenti ecclesiali): per partecipare devono iscrivere un “ramo” di attività di interesse generale.

 Requisiti aggiuntivi: Oltre alla tipologia giuridica, per partecipare è necessario rispettare i seguenti requisiti:

  • Solidità dell’ente: capacità di presentare i bilanci consuntivi approvati degli ultimi 3 esercizi, oltre ad atto costitutivo e statuto.
  • Cofinanziamento: l’ente deve dichiarare con quali risorse coprirà la quota restante (oltre il 50%) del budget totale del progetto.
  • Focus sulle attività: l’iniziativa deve avviarsi in Italia, garantire l’autosostenibilità economica futura e non prevedere investimenti in immobili o attrezzature.
  • Unicità della domanda: ogni singolo ente può presentare una sola richiesta di contributo.

Tipologia d’interventi: Il bando non punta a finanziare opere strutturali, ma cerca e sostiene l’avvio di nuove attività e servizi in Italia rivolti a persone, famiglie e comunità fragili. Nello specifico, gli interventi proposti devono possedere queste caratteristiche fondamentali:

  • Focus sulle attività, non sulle infrastrutture: Il cuore del progetto deve essere l’azione sociale. Sono infatti esclusi (o ammessi solo in misura molto limitata) interventi di ristrutturazione su immobili o grandi acquisti di attrezzature.
  • Autosostenibilità futura: L’attività avviata non deve dipendere per sempre dai fondi esterni, ma deve essere strutturata per sostenersi economicamente e operativamente in modo autonomo una volta conclusa la fase iniziale supportata dalla Fondazione.
  • Impatto concreto e misurabile: Gli interventi devono generare ricadute tangibili sul territorio, come l’inserimento di persone in contesti lavorativi, il coinvolgimento di nuovi volontari, il raggiungimento di un ampio numero di beneficiari e la creazione di sinergie con la comunità locale.
  • Innovazione ed efficienza: Vengono premiati approcci inediti e “generativi” per rispondere ai bisogni sociali, capaci di massimizzare i risultati e l’impatto reale rispetto ai costi sostenuti.

Spese ammissibili:

  • Natura delle spese (Attività vs Infrastrutture): Le risorse devono essere impiegate per l’avvio e la gestione di attività e servizi sociali. Il cuore del budget deve quindi essere dedicato alle attività operative.
  • Il limite del contributo (Regola del 50%): Il contributo massimo erogabile è di 30.000 euro e non può mai superare il 50% dei costi complessivi del progetto. Questo significa che le spese totali ammissibili devono essere strutturate in modo che l’ente possa coprire con risorse proprie o di altri soggetti almeno l’altro 50%.
  • Le spese sostenute dovranno essere documentate e rendicontate (quantitativamente e qualitativamente) per ottenere il pagamento. Sono previsti anticipi (25% a inizio lavori, fino al 50% in itinere previa rendicontazione di metà dei costi), ma il saldo viene erogato solo a conclusione del progetto.

Spese non ammissibili:

  • Interventi su immobili e attrezzature: Il bando stabilisce chiaramente che i progetti non devono prevedere interventi strutturali sugli immobili (come ristrutturazioni, adeguamenti o acquisti) né l’acquisto di attrezzature, se non per “importi limitati”.
    In sintesi, sono da considerarsi sostanzialmente non ammissibili tutte le spese legate a investimenti in infrastrutture fisiche, opere murarie o grandi acquisti di macchinari. Il contributo deve essere destinato esclusivamente all’avvio, alla gestione e all’impatto delle attività e dei servizi sociali rivolti ai beneficiari.

Risorse disponibili: Contributo massimo per progetto: 30.000 euro. Limite di cofinanziamento: Il contributo erogato non potrà in nessun caso superare il 50% dei costi complessivi del progetto (l’ente proponente dovrà quindi reperire e dichiarare come coprirà l’altro 50% o più).

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